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LE IMMAGINI DI NEW ORLEANS DOPO IL PASSAGGIO DI KATRINA
LE IMMAGINI DELL'URAGANO


WASHINGTON - Solo il pungente odore distingue i cadaveri che marciscono al sole davanti al Convention Center di New Orleans, a due passi dal French Quarter, mescolati alle migliaia di persone disperate che da due giorni attendono un sorso d'acqua e un pugno di cibo da soccorritori che non si sono ancora materializzati. Il grido ritmato 'Aiuto, Aiuto!' si leva periodicamente dalla folla in attesa di un mezzo per essere trasportata lontano dall'inferno in terra che è diventata lacittà devastata dall'uragano Katrina.

"Non si trattano così neanche gli animali!", esclama il reverendo Issac Clark. Accanto a lui, sul marciapiede del Convention Center, anziani muoiono per mancanza di medicine e di liquidi e i genitori invocano latte per i bambini. Alle migliaia di morti causati dall'uragano si aggiungono ogni ora i morti causati dall'assenza di soccorsi. "Dove sono finiti i militari. Sono tutti in Iraq?", chiede una donna su una sedia a rotelle.

Tra la folla in attesa vi sono numerosi cadaveri che nessuno si sente in dovere di rimuovere. Alcuni corpi sono stati coperti con lenzuoli o stracci. Altri cadaveri sono in vista, a pochi metri dai bambini che giocano con squali di plastica o Barbie senza vestiti.

C'é un vuoto di potere nella città del jazz alle prese con la più grave sciagura naturale vissuta dall'America negli ultimi cento anni. Il sindaco Ray Nagin ha ordinato la evacuazione completa della città, dove sono rimasti ormai solo i poveracci, in gran parte afro-americani.

E' un vuoto di potere che ha portato la FEMA, l'agenzia governativa specializzata negli interventi d'emergenza, a sospendere i soccorsi: le imbarcazioni usate per trarre in salvo le persone isolate sui tetti delle case assediate dall'acqua sono state beesaglio di colpi d'arma da fuoco.

Il saccheggio dei negozi di New Orleans è continuato anche oggi indiscriminato nonostante l'ammonimento del presidente George W. Bush e delle autorità locali che vi sarà "tolleranza zero" nei confronti degli sciacalli. Ai saccheggi di viveri e bevande, inizialmente tollerati da una polizia alle prese con problemi ben maggiori, si sono rapidamente aggiunti quelli alle gioiellerie e ai negozi di articoli elettronici. Sono state svuotate anche le armerie dei grandi magazzini, come Wal-Mart, e pattuglie di vigilantes armati hanno cominciato a presidiare i quartieri della città dove l'anarchia è più diffusa.

Colpi d'arma da fuoco sono risuonati anche all'esterno del Superdome, il grande stadio coperto dove sono stati radunati da domenica oltre 25 mila sfollati. Colpi sono stati sparati contro gli elicotteri che cercavano di evacuare dallo stadio i malati più gravi mentre sono stati incendiati alcuni bidoni della spazzatura.

I rifugiati sono trasportati con centinaia di autobus in Texas, nell'Astrodome di Houston e nella città di San Antonio, perché le condizioni di vita al Superdome sono ormai impossibili, con bagni intasati, mancanza di aria condizionate, sporcizia ovunque.

Per ristabilire l'ordine è stato annunciato oggi da Washington l'invio a New Orleans di oltre diecimila truppe della Guardia Nazionale, che andranno ad aggiungersi alle ventimila già presenti nella città.

Il ristabilimento dell'ordine pubblico è diventato adesso una importante priorità per le autorità USA dopo il moltiplicarsi degli atti di violenza a New Orleans che hanno reso sempre più difficile l'opera dei soccorritori. Vi sono grandi preoccupazioni anche sotto il profilo della salute e delle epidemie. L'acqua contaminata con i depositi delle fogne ha invaso New Orleans recando parassiti intestinali che possono indurre reazioni di diarrea e vomito per chi ne viene a contatto. La difficoltà nel sostituire i liquidi del corpo così perduti con acqua potabile o altri fluidi (a causa della carenza di questi articoli) potrebbe scatenare problemi generali di pericolosa disidratazione: un problema quasi paradossale in una città invasa dall'acqua.

E' uno dei tanti paradossi vissuti da quella che fino a domenica era la città più allegra d'America e dove invece oggi la rabbia e la disperazione dominano chi è rimasto ancora intrappolato a New Orleans. Tra cadaveri mescolati ai vivi e tra superstiti che sembrano 'zombie' la linea di separazione tra vivi e morti è diventata sempre più esile nella città famosa per l'allegria dei suoi funerali e la bellezza dei suoi cimiteri.

A NEW ORLEANS LA MAGGIORE OPERAZIONE DI SOCCORSO NELLA STORIA USA
Umana, economica, ambientale: per gli Stati Uniti l'uragano Katrina è la catastrofe naturale più grave da un secolo in qua. E lo tsunami d'America avrà contraccolpi sull'economia mondiale peggiori dello tsunami d'Asia del 26 dicembre 2004, umanamente non confrontabile, con i suoi forse 200 mila morti.

A New Orleans, che resta inondata, senza acqua potabile, senza luce elettrica, la conta dei cadaveri non è ancora cominciata. Ma il sindaco Ray Nagin ripete la sua previsione che i morti siano "centinaia, più probabilmente migliaia".

E la senatrice della Louisiana Mary Landrieu insiste: "migliaia di persone sono decedute" nell'area devastata. Alle vittime della Louisiana, si sommano -a centinaia, dicono le autorità locali- quelle del Mississippi. Se le ipotesi saranno confermate, Katrina sarebbe il più letale disastro naturale nord-americano dal terremoto e dall'incendio di San Francisco, che nel 1906 uccisero almeno 6 mila persone; e sarebbe il più letale uragano dal 1900, quando si stima che 12 mila persone perirono a Galveston in Texas.

Giorno dopo giorno, ora dopo ora, la catastrofe assume dimensioni più tragiche. Nelle immagini degli sfollati e di quanti hanno perso tutto quanto avevano, l'America si scopre un volto e una fragilità da Terzo Mondo: quei neri in attesa di un soccorso sulle rampe delle autostrade di New Orleans, laceri, miseri, inermi, potrebbero essere profughi africani. Ci sono polemiche perché il disastro si poteva prevenire (ad esempio, rafforzando gli argini della città costruita sotto il livello del mare) e perché la reazione del presidente George W. Bush e della sua Amministrazione sarebbe stata lenta, fredda, inadeguata.

E' ormai chiaro che ci vorranno mesi per ripristinare, lungo la costa sul Golfo del Messico e a New Orleans, la normalità (acqua, luce, servizi, scuole, uffici) e anni per ricostruire: una botta per l'economia statunitense, e mondiale, paragonabile forse all'impatto degli attacchi terroristici dell'11 Settembre 2001.

Confrontabile fra i due eventi, gli attentati e l'uragano, potrebbe essere il numero delle vittime (nel 2001, furono quasi 3.000). Stime chiare sulle devastazioni dell'apocalisse Katrina sono ritardate dalla priorità di soccorrere i superstiti prima di contare i morti e di calcolare i danni, provvisoriamente valutati intorno ai 28 miliardi di dollari.

Il sindaco Nagin invita tutti i cittadini sopravvissuti a lasciare la città, dov'é scattato l'allarme sanità:le acque reflue stagnanti, con i cadaveri che ci marciscono dentro, sono cultura micidiale di germi e infezioni.

E' in fase avanzata l'evacuazione degli ospedali e dei circa 23.000 rifugiati nel SuperDome, lo stadio del football: vengono trasferiti, con una colossale staffetta di circa 500 autobus, allo AstroDome di Houston, uno stadio del baseball lontano più di 500 chilometri.

I soccorsi federali stanno arrivando. Il presidente George W. Bush, che domani visiterà le zone sinistrate, in elicottero e sul terreno, prospetta "la più grande operazione di soccorso" mai fatta negli Usa: mobilita risorse, fa appello alla generosità dei cittadini, coinvolge -come fa spesso, sui temi umanitari- i predecessori George Bush, suo padre, e Bill Clinton.

"Capisco perfettamente -dice Bush- la frustrazione di chi avrebbe voluto vedere arrivare i soccorsi istantaneamente. E comprendo l'ansia e l'angoscia delle persone le cui vite sono state sconvolte dagli eventi".

Ieri, il presidente aveva colto qualche immagine, sorvolando le desolazioni della catastrofe con l'AirForceOne. "Voglio che la gente sappia -afferma- che i soccorsi stanno per arrivare in gran quantità". Soccorsi statunitensi: dagli altri Paesi, Bush attende "molta solidarietà" ma "pochi aiuti", perché "abbiamo le risorse per cavarcela da soli".

C'é anche l'emergenza sicurezza, che sta diventando un incubo a New Orleans, cento ore dopo il passaggio dell'uragano: saccheggi da sciacalli, violenze da bulli e, anche, l' esasperazione di gente senza aiuti e senza risorse. Almeno due volte, questa mattina, i soccorsi devono essere sospesi perché ci sono spari o tensioni. La protezione civile ha annunciato l' interruzione dei suoi interventi perché ha ritenuto che stessero diventato 'troppo pericolosi' per i suoi operatori.

In linea con governatori e sindaci, il presidente dice che vi sarà "tolleranza zero" per quanti provano a sfruttare il disastro per violare la legge commettendo saccheggi, gonfiando i prezzi, cercando di frodare le assicurazioni. Le forze di polizia locali sono inadeguate, anche se il sindaco Nagin distoglie 1.500 agenti dalle operazioni di soccorso per bloccare gli sciacalli. Arrivano i rinforzi della Guardia Nazionale: ai 28 mila uomini già mobilitati, s'aggiungono, oggi, altri 4.200 poliziotti militari. Uno sforzo eccezionale che il generale Steven Blum, comandante della Guardia Nazionale, deve fare coincidere con l'impegno straordinario in Iraq, dove ha dislocato almeno 40 mila uomini.

La mobilitazione coinvolge le forze armate, in prima linea la U.S.Navy e il genio, oltre alla Guardia Costiera. Blum dà ragione a Bush: "E' la più grande operazione di soccorso mai realizzata".

Messa in ginocchio dall'uragano, l'America prova a rialzarsi con le sue forze. La Casa Bianca dichiara l'emergenza, chiama a raccolta tutte le risorse, consulta il guru dell'economia Alan Greenspan, presidente della Federal Reserve: la recessione dopo Katrina sarebbe un colpo da k.o.

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